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Come cucinare il cavolo nero

Il cavolo nero, anche conosciuto come cavolo nero di Toscana, fa parte della famiglia dei “cavoli senza testa” ed ha le foglie scure e rugose. Discende dal cavolo selvatico, originario dell’Asia Minore, e fu introdotto in Europa dai celtici.

La sua pianta è particolarmente resistente alle basse temperature, per questo il cavolo nero si vede in commercio durante tutto l’anno, ed è anche molto facile da coltivare.

Oltre che per il sapore, il cavolo nero viene solitamente acquistato per i suoi tanti benefici ed il basso apporto calorico. Si tratta infatti di un alimento ricco di vitamine, sali minerali, antiossidanti ed omega 3, ma anche molto utile a proteggere il cuore, gli occhi e le ossa, abbassare il colesterolo e prevenire il tumore (soprattutto al seno ed al colon). Molto probabilmente il cavolo nero è anche indispensabile nel prevenire la sclerosi multipla, ma diversi studi stanno ancora approfondendo l’argomento.

Come abbiamo detto prima questo alimento è decisamente ipocalorico, parliamo infatti di 40 calorie per 100 grammi di foglie.

Come pulire e tagliare il cavolo nero

Pulire e tagliare il cavolo nero non è per niente complicato e non serve  neppure chissà quanto tempo.

Per quest’operazione servirà un tagliere, un coltello, dell’acqua correte ed un canovaccio pulito.

 

Fase 1. Mettete il cavolo nero sul tagliere e, con il coltello, tagliate il gambo centrale e rimuovete le foglie più esterne.

Fase 2. Separate quindi le restanti foglie ed eliminate, col coltello, la costa centrale ad ogni foglia (questa è la parte più dura e non ideale per essere cucinata).

Fase 3. Lavate ora le foglie sotto acqua corrente fredda ed asciugatele con il canovaccio.

 

A questo punto potete passare al taglio, qualora la ricetta lo richiedesse, mettendo le foglie sul tagliere e sminuzzandole orizzontalmente.

Come cucinare il cavolo nero

Il clima migliore per la coltivazione del cavolo nero è senza ombra di dubbio quello italiano, soprattutto se si tratta delle regioni più centrali. E’ proprio per questo motivo che viene impiegato maggiormente nella cucina toscana, dove è il protagonista indiscusso di numerose zuppe. In generale però lo si può trovare anche tra gli ingredienti di antipasti, minestroni, primi, secondi piatti ed insalate.

Vediamo ora assieme quali sono le migliori ricette cavolo nero:

 

Zuppa di Cavolo Nero

Come tutti i piatti più o meno tradizionali, anche la zuppa di cavolo nero ha diverse varianti. Possiamo comunque dire che la sua ricetta prevede innanzitutto che venga stufato in padella del sedano e della carota, aggiungendo poi il cavolo, la patata ed il brodo per continuare la cottura. In ultimo vanno incorporati anche i fagioli, per rendere il piatto ancor più nutriente e completo.

zuppa di cavolo nero

Pasta con Cavolo Nero

Il cavolo nero può essere comunque portato in tavola anche con la pasta. Una volta pulite e tagliate le foglie bisognerà sbollentarle per circa 10 minuti prima di aggiungere, assieme nella stessa acqua, anche la pasta. Una volta scolati i due ingredienti dovranno essere trasferiti in una padella in cui si sarà soffritto dell’aglio e del peperoncino, e fatti saltare per alcuni minuti prima di servirli con un abbondante spolverata di pecorino in superficie.

 

Ribollita

La ribollita è uno dei tanti piatti contadini invernali. Si tratta di una ricetta a base di cavolo nero, fagioli, verdure varie e pane raffermo, da cuocere e riscaldare più volte nei giorni. A quanto pare questo piatto veniva infatti preparato in grandi dosi e più lo si riscaldava e più acquistava sapore. Oggi invece la ribollita non viene fatta più in grande dosi ma si prepara sempre facendo cuocere le verdure nel trito, aggiungendo poi la verza ed il cavolo da ricoprire con del brodo ben caldo. In ultimo si metteranno i fagioli, il pepe ed un filo d’olio a crudo.

ribollita

Come conservare il cavolo nero

Come tutte le verdure, è sempre meglio consumare il cavolo nero subito dopo averlo portato a casa.

Ciò nonostante è possibile comunque conservarlo in frigorifero, per non più di una settimana, riponendolo all’interno del cassetto per le verdure.

Per mantenerlo più a lungo si può invece metterlo nel freezer, dopo averlo cotto (magari al vapore) e riposto in un sacchetto per alimenti.

 

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