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Come si mangia la papaya

Definita da Cristoforo Colombo come il frutto degli angeli (per la sua infinita dolcezza), la papaya viene coltivata in moltissimi paesi tropicali grazie al loro clima caldo-umido. Non si conosce con certezza il suo Paese d’origine, che s’ipotizza possa essere la Malesia oppure il Marocco, ma si può dire che questo frutto è un vero e proprio alleato del benessere. Formata principalmente da acqua, la papaya è un’importante fonte di vitamina A, C, E, K, magnesio, acido folico, potassio, carboidrati ed è indicata per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, digestive e diuretiche. Va detto inoltre che si tratta di un frutto energetico, perfetto quindi per combattere sia la stanchezza fisica e quella mentale.

Come scegliere la papaya

In commercio la papaya viene venduta con un peso che non supera mai i 500 grammi (per questioni di praticità), ma in realtà questo frutto può raggiungere perfino i 9 kg.

In fase d’acquisto ciò che bisognerà innanzitutto scegliere è se si vorrà portare a casa un frutto da consumare subito, quindi più maturo e morbido al tatto, oppure da mantenere in frigorifero più a lungo, quindi dalla consistenza più soda.

Nonostante non sia prodotta in Italia, possiamo trovare la papaya molto facilmente sia nei supermercati più forniti che nei negozi specializzati in frutta esotica.

Come pulire e tagliare la papaya

Sicuramente chi non ha mai pulito la papaya non saprà da dove cominciare ma quest’operazione è davvero molto semplice.

Per pulire e tagliare la papaya vi servirà un coltello affilato, un tagliere, un cucchiaio.

Fase 1. Con il coltello eliminate la buccia facendo attenzione a non rovinare la polpa.

Fase 2. Sciacquate il frutto con acqua corrente, fredda, ed asciugatelo con della carta assorbente.

Fase 3. A questo punto utilizzate il tagliere per stendere su la papaya e dividerla a metà.

Fase 4. Rimuovete tutti i semini, che troverete al centro del frutto, utilizzando il cucchiaio. Nel caso siano rimasti dei filamenti provvedete a rimuovere anch’essi.

La vostra papaya è pulita e potrà essere tagliata a cubetti, spicchi o listarelle in base al vostro gusto o alla preparazione in cui dovrete destinarla.

Come si mangia la papaya

Generalmente la papaya viene acquistata per essere mangiata come un semplice frutto, privata quindi della sua buccia e gustata a fette.

Non tutti sanno però che della papaya sono ben tre le parti commestibili: foglie, semi ed ovviamente la polpa.

Le foglie della sua pianta sono molto utilizzate in Africa, America centrale ed Asia, dove vengono impiegate nelle ricette più tradizionali. Se volete portarle anche voi in cucina non vi resterà che sbollentarle per alcuni minuti, proprio come fareste per una comune verdura dalle foglie verdi.

I semi hanno un sapore amaro molto simile a quello del pepe nero e proprio per questo possono essere macinati, dopo averli puliti ed essiccati, ed impiegati su pietanze a base di pesce oppure di carne. E’ possibile inoltre consumarli come dei semplici integratori ma sarà sicuramente più difficile che riusciranno ad incontrare il vostro gusto.

La polpa resta senza ombra di dubbio la parte più apprezzata di questo frutto, impiegata per una ricca macedonia, per accompagnare piatti a base di carne, insalate o per fare degli ottimi e salutari centrifugati.

A proposito di centrifugati, uno dei migliori è decisamente quello in cui la papaya viene accostata al mango. Ecco in che modo preparare il centrifugato papaya e mango:

Iniziate a sbucciare entrambi i frutti, ben maturi, e frullateli assieme nella macchina specifica per centrifugati. Nel caso vogliate zuccherare il succo ottenuto aggiungete un po’ di miele e mescolate. A questo punto trasferite il tutto in un bicchiere capiente a mettete qualche fogliolina di menta, precedentemente pulita, per guarnire.

Come conservare la papaya

Ovviamente, come per tutti i frutti, la papaya si conserva al meglio se la si pulisce solo al momento in cui dovrà essere consumata. Una volta pulita e tagliata va comunque riposta in un contenitore per alimenti ben chiuso e mantenuta in frigorifero per un massimo di 12 ore.

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