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Lenticchie

Lenticchie

Cosa sono:
La Lens culinaris, detta lenticchia, è una pianta appartenete alla famiglia delle Leguminose. Si adatta facilmente a qualsiasi tipo di terreno ed ha un ciclo di coltivazione che va dalla semina in primavera alla raccolta in estate. I suoi semi commestibili vengono chiamati lenticchie.
Attraverso alcuni reperti fossili si è scoperto che queste ultime sono il legume più antico coltivato dall’uomo. In Asia e nell’attuale Siria sono state rinvenute tracce che testimoniano la loro esistenza già nel 7000 a.C., mentre in Turchia ne iniziò il consumo nel 5500 a.C. Tra gli antichi Romani e Greci erano principalmente le classi più povere a farne uso, visto il loro basso costo e potente valore nutritivo.
Nel nostro paese i campi di lenticchie sono andati via via diminuendo. Oggi i maggiori centri di produzione si trovano a Castelluccio di Norcia, Altamura e Fucino.

Come utilizzarle in cucina:
Le lenticchie sono dei legumi dal sapore intenso e tendenzialmente dolciastro. Le ricette più note sono sicuramente quelle dove le si trova con la pasta e quelle con il cotechino. Da buon legume, con i suoi chicchi piccoli e scuri, è un ingrediente perfetto per contorni, zuppe, minestroni da preparare in modo classico o più rapido col bimby. Sempre più spesso le si trova su sfiziose tartine, nelle polpette e come elemento base di gustose hamburger.
In commercio è possibile acquistarle in scatola, pronte per l’uso, oppure secche, da tenere in ammollo dalle 4 alle 12 ore prima della bollitura. A differenza delle prime, quelle secche sono prive di conservanti e contengono più principi nutritivi. Per fare in modo che i minerali e le vitamine contenute nelle lenticchie non vadano persi, è preferibile non immergerle in molta acqua. Basterà quindi utilizzare un quantitativo necessario a coprirle, facendo inoltre attenzione che la cottura sia eseguita a fuoco lento per circa mezz’ora.

Varietà:
Le lenticchie si differenziano per dimensione, colore, proprietà e provenienza. Le più pregiate risultano essere italiane, in primis quelle di Castelluccio di Norcia in Umbria. Famose per loro delicatezza e piccolissima dimensione, vengono coltivate in una natura quasi incontaminata, fattore importante che gli ha conferito il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) oltre a quello DOP     (Denominazione di Origine Protetta). Ci sono poi le lenticchie di Colfiorito, sempre in Umbria; quelle verdi di Altamura, adatte per i contorni; quelle di Ustica, molto piccole, tenere e saporite; le rosse, diffuse principalmente in Medio Oriente che richiedono poca cottura; quelle di Villalba, dalle dimensioni piuttosto grandi e le lenticchie dell’Armuña. Ma non vanno dimenticate comunque quelle delle Eolie, di Ventotene, Mormanno, Fra Antillo, Restauro, Chiaramonte, Gangi e Marianopoli.

Benefici:
Come tutti i legumi, anche questi sono una miniera di ferro, magnesio, potassio, proteine e fibre. Ricche di  vitamine A, B1, B2, B3, B4, B6, B9, E, K e J, contengono beta-carotene e diversi aminoacidi. Hanno proteine vegetali ed in questo modo riescono a sostituire carne e pesce che invece contengono colesterolo. Sono considerate i legumi con maggiori antiossidanti ed assieme agli isoflavoni rappresentano un alleato contro alcuni tumori. Combattono l’anemia ed aumentano il senso di sazietà con le loro 116 kcal per 100 grammi e sono altamente digeribili. Da uno studio è emerso che anche grazie ai folati contenuti in questo legume è possibile prevenire le malattie cardiache. Non finisce qui: le lenticchie sono molto importanti per le donne in gravidanza vista l’altra presenza di acido folico, fondamentale per la prevenzione dei difetti sul feto. Diminuiscono il rischio di arteriosclerosi ed aiutano il buon funzionamenti del sistema nervoso. E’ il caso di dire che le lenticchie migliorano le condizioni della nostra salute.

Piccola curiosità:
Un’antica usanza romana prevedeva che per l’anno nuovo si regalasse una “scarsella”, una borsa di cuoio, legata alla cintura e colma di lenticchie. In questo modo si augurava, a chi la riceveva, che i legumi si trasformassero tutti in monete. Un augurio proprio come quello che ci facciamo, in Italia, mangiandole durante il cenone di San Silvestro.


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