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Melograno

Melograno

Cos’è:
Il melograno, Punica granatum, è una specie vegetale appartenente alla famiglia delle Punicaceae, le cui origini si rintracciano in Asia sud-occidentale. Sappiamo che si diffuse in Grecia con i Fenici e gli Arabi, e che grazie ad esploratori spagnoli giunse in sud America dove ancora oggi esistono coltivazioni molto attive. Da non molti anni si sta diffondendo anche da noi in Italia, soprattutto in Puglia e Sicilia.
Con il termine melograno si è soliti indicare sia la pianta che il frutto ma non tutti sanno che in realtà il nome corretto per indicare quest’ultimo è melagrana, che deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”). La forma del suo frutto ricorda in effetti una mela, differente al suo interno però per i tanti chicchi dal gusto acidulo. Il periodo di maturazione è ottobre, quando la melagrana diventa di colore giallo-verde.
Come utilizzarlo in cucina:
Questo frutto, in cucina, non viene preso spesso in considerazione nonostante sia interamente utilizzabile. I suoi chicchi generalmente vengono consumati al naturale o con un pò di succo di limone, mentre altri li aggiungono nella preparazione di macedonie. Con la melagrana però si possono fare molti piatti salati, a partire da sfiziose insalate fino a poterli gustare con il farro, il cous cous, la frutta secca ed i cereali. Essiccando i suoi chicchi si potrà utilizzarli poi come acidificante in alcune salse. Con la sua buccia molto profumata invece si aromatizzano aperitivi e liquori. Tra gli usi più comuni c’è però senza dubbio quello che riguarda il suo succo. Per prepararlo occorrerà avere un semplice premi agrumi nel caso si volesse consumarlo puro. In alternativa sarà necessario tagliarlo in due ed immergerlo in una ciotola con acqua a temperatura ambiente per rimuovere la buccia e gli interni, lasciando solo i vari chicchi. Dopo aver setacciato tutta la ciotola, i semi rimasti andranno in un frullatore e successivamente messi in un contenitore a riposare. Con l’aiuto di un cucchiaio andranno schiacciati i chicchi per estrapolarne al meglio il succo che sarà versato in un bicchiere di acqua con aggiunta di zucchero di canna.
Varietà:
Il melograno è classificato in base all’acidità dei suoi frutti. Alcune varietà producono dei semi tanto duri da non poter essere mangiabili, mentre altre sono a seme soffice, quindi interessanti a scopo commerciale. La varietà più conosciuta è sicuramente la Wonderful che da qualche anno si sta diffondendo anche in Sicilia. Sempre in Italia si  coltivano le Profeta, Neirana, Dente di Cavallo, Ragana, Racalmuto, Partanna e Selinunte, dolci o agro-dolci e perfette per il consumo fresco.
Benefici:
Un’unica melagrana contiene quasi il 20% di fabbisogno giornaliero, per uomo adulto, di vitamina C. E’ grazie a questa che si può definirla antiossidante, utile a contrastare l’azione dei radicali liberi. In autunno è il frutto ideale per evitare i vari malanni di stagione grazie anche alle vitamine A, B, E, K, contenute in esso. E’ considerato poco calorico e, con le sue 65 calorie per 100 grammi, può essere consumato senza restrizioni da tutti coloro che seguono una dieta dimagrante. Anche nei confronti del morbo di Alzheimer il succo di melagrana ha dimostrato diverse proprietà benefiche. Ricco di ferro, fosforo, magnesio, calcio, magnese e zinco, questo frutto abbassa i livelli di colesterolo cattivo e regola la pressione sanguigna. Alcune sostanze contenute in esso stimolano la produzione di serotonina, importante in caso di depressione. Con l’assunzione di succo puro sembra ci siano buoni benefici per i vari disturbi legati alla menopausa e si riesce a stimolare anche l’appetito in tutti i bambini che non mangiano con molto desiderio. Le sue proprietà vermifughe erano riconosciute già in antichità, mentre con quelle rinfrescanti si preparano degli ottimi infusi che, accompagnati a petali di fiori, danno beneficio alle gengive.
Piccola curiosità:
In epoca Romana le spose erano solite intrecciare con rametti di melograno i proprio capelli, da sempre considerato il simbolo di fertilità. Questo rito veniva praticato come buon auspicio per la futura nascita della prole.


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