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Melone

Melone

Che cos’è

Il Cucumis melo, meglio conosciuto come melone, è una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae (che comprende anche angurie, zucche e cetrioli), che dà origine ai frutti omonimi, dolci e profumati. Dal punto di vista dell’aspetto, si presenta come una pianta erbacea annuale, strisciante o più generalmente rampicante, le cui radici possono estendersi nel terreno anche per oltre un metro; il fusto invece è ricco di peluria e ramificato, con foglie alterne lunghe una decina di centimetri e fiori gialli a 5 lobi. La pianta necessita di temperature abbastanza calde per crescere e il suolo deve essere esposto alla luce solare; la fioritura dura tutta l’estate, da maggio a settembre, ed è particolarmente copiosa, ma solo il 10% del totale diventa frutto. Ovvero, assume la tipica conformazione rotonda o ovale, con buccia pressoché liscia o appena rugosa di colore giallastro o di sfumature di verde (a seconda della varietà), che evidenza all’esterno delle divisioni “a fette”, e polpa che a completa maturazione si presenta dolce e succosa al palato, e ricca di piccoli semi piatti al suo interno, con colori dal bianco all’arancione.

 

Varietà

Si ritiene che questo frutto abbia avuto origine nella zona del Caucaso o comunque in Asia, anche perché nella medicina storica cinese il melone viene utilizzato per le sue proprietà terapeutiche, ma non è esclusa un’ascendenza africana primigenia; di sicuro, si deve a Carlo VIII la diffusione in Europa, dove divenne comune a partire dal Quindicesimo secolo. Oggi la produzione mondiale supera i 25 miliardi di tonnellate, concentrate in particolare in Asia (60 per cento dei meloni prodotti), mentre in Europa si segnalano Spagna, Romania, Francia e Italia. Importante notare che esistono almeno tre macrocategorie di melone: quelli estivi o retati, caratterizzati da striature in rilievo e superficie reticolata; cantalupo, che hanno una buccia liscia e sono molto profumati (e così chiamati perché importati da missionari asiatici nella città di Cantalupo, castello pontificio alle porte di Roma); meloni invernali, dalla parte esterna gialla e polpa di colore chiaro, generalmente dolce e saporita. Oltre a questa suddivisione, è possibile poi distinguere le varietà specifiche nostrane, veri e propri vanti d’Italia, come il Talento o il Macigno (nei retati), il Comune o il Prescott (per i Cantalupo), il Gigante di Napoli (dalla buccia verde e polpa invece bianca, tipico del Natale e della scenografia del presepe partenopeo) e Melone di Malta infine tra quelli invernali.

 

Utilizzi in cucina

Il melone viene principalmente mangiato crudo, servito sia come antipasto che come colazione, merenda o semplicemente dessert dopo pasto; il suo gusto lo rende un elemento centrale di macedonie, centrifugati di frutta, frullati, sorbetti e gelati, alleati per contrastare gli effetti del caldo estivo, mentre la sua consistenza si dimostra perfetta per creare degli interessanti spiedini di frutta che possono essere serviti come aperitivo in cene fresche o per aggiungere un tocco colorato e saporito alle insalate miste. Tutti, poi, conoscono l’abbinamento forse più “storico” per quanto riguarda gli antipasti, ovvero il connubio tra fette di prosciutto crudo e melone, dove il mix tra dolce e salato raggiunge un livello di eccellenza; meno nota, invece, è la possibilità di cuocere il frutto, che così si presta all’utilizzo per la preparazione di confetture e composte, oltre che di ricette salate originali e sfiziose. In generale, ricordiamo che le caratteristiche per riconoscere un melone maturo sono innanzitutto il profumo e la consistenza (non deve esserci rumore di vuoto quando si batte con la mano, e le estremità non devono apparire dure né troppo morbide), mentre per conservarlo adeguatamente non bisogna mai tenerlo a temperature inferiori ai 5 gradi centigradi, altrimenti si deteriora; luogo ideale per preservarlo è il frigo, dove si mantiene anche per 3 giorni, avendo però accortezza di separarlo da altri alimenti per evitare “contaminazioni” di profumi e sapori.

 

Proprietà

Grazie al suo alto contenuto di acqua, che supera il 90 per cento del totale, il melone è considerato (a ragione) un alimento molto dissetante, e dunque in grado anche di prevenire la disidratazione estiva; ma a ben vedere non mancano una serie di preziosi elementi benefici per il nostro organismo, come vitamine e sali minerali, che donano a questo frutto proprietà antifiammatorie, diuretiche e depurative. In particolare, la presenza di vitamina A, sotto forma di beta-carotene, contrasta la formazione di radicali liberi, che sono responsabili dell’invecchiamento delle cellule della pelle e smagliature. Altra buona notizia, soprattutto per chi ha sempre un occhio vigile alla bilancia, è quella relativa all’apporto calorico, che è contenuto: 100 grammi di melone, infatti, forniscono circa 60 chilocalorie, e inoltre non sono riscontrati grassi saturi. Menzione finale alle fibre, che invece aiutano il sistema digestivo ad attivarsi, migliorando anche la circolazione sanguigna ed eliminando gli eccessi di colesterolo e trigliceri


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