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Come cucinare la Platessa

La platessa è un pesce marino, piatto e quadrangolare. Vive praticamente sdraiato sul fianco sinistro ed ha gli occhi posizionati nella parte superiore del suo corpo, con le branchie disposte una per lato. Molto spesso il lato inferiore di questo pesce viene confuso con il suo ventre, probabilmente a causa del suo colore biancastro, che differisce da quello superiore che è invece color sabbia.

Proprio come la sogliola, la platessa viene considerata pesce magro. Una porzione da 100 grammi apporta 85 calorie ma anche tanto omega-3, efficace per il corretto funzionamento del nostro organismo. Assolutamente da non trascurare è inoltre la grande presenza di vitamine (A, D, E), e sali minerali (potassio, sodio, fosforo e magnesio) che rendono questo pesce ancor più indicato per l’alimentazione dei bambini.

Come scegliere la platessa

Scegliere la platessa in fase di acquisto è un’operazione semplicissima.

Una buona platessa la si distingue per:

  1. Corpo rigido e ben sodo.
  2. Squame aderenti.
  3. Branchie di colore rosa, tendente al rosso.
  4. Occhio vivo con pupilla nera, mai arrossata, e sporgente.
  5. Odore delicato, non ammoniacale.

Il periodo migliore per poter acquistare la platessa è quello che va dal mese di giugno al mese di dicembre. Ad ogni modo questo pesce è reperibile in commercio durante tutto l’anno, anche sotto forma di filetti di platessa surgelati che dovranno essere scongelati in frigorifero prima di poter essere adoperati in cucina.

Come pulire la platessa

Per pulire la platessa vi servirà un tagliere ed un coltello.

Fase 1. Posizionate la platessa sul tagliere e incidete, con il coltello, il punto che lega la coda al suo corpo.

Fase 2. Sollevate la pelle con le dita e tirate via la pelle dalla carne.

Fase 3. Fate ora un taglio sul lato del ventre della platessa ed estraete tutte le interiora.

Fase 4. Sciacquate il pesce all’interno ed all’esterno, con abbondante acqua corrente fredda.

Fase 5. Lasciate sgocciolare al meglio la platessa prima d’impiegarla in cucina.

Come cucinare la platessa

La platessa è un pesce dalla carne tenera e delicata, molto apprezzata anche da chi non ama generalmente i sapori di mare.

In cucina la platessa può essere preparata in diversi modi: al vapore, in padella o al forno, l’importante è che non venga sottoposta a cotture troppo lunghe. Questo pesce può essere semplicemente bollito e condito con dell’olio extravergine d’oliva, aglio, sale, prezzemolo e succo di limone, oppure impiegato per eleganti involtini al pistacchio o all’arancia, ad esempio. Delle invitanti polpettine di platessa con pinoli, erbe tritate e parmigiano possono invece essere preparate per i più piccoli che di sicuro le apprezzeranno.

Polpettine di platessa e pinoli

Tra le varie cotture, quella dei filetti di platessa al forno, magari accompagnati con delle patate, resta di sicuro la più apprezzata.

Ecco come prepararla:

Mentre si lascia riscaldare il forno a 200 °C si tagliano le patate in fette sottili. Metà di queste fette andranno adagiate poi in una teglia unta di olio extravergine d’oliva e condite con un po’ di sale, pepe ed ulteriore filo d’olio. A quel punto si adagerà sopra il filetto di platessa, o i filetti, anch’esso salato, pepato e irrorato con un po’ di olio. Le restanti fette di patate serviranno quindi a ricoprire il pesce, aiutandolo in questo modo a non seccare. Il tocco finale di sale, pepe, olio ed una spolverata di origano precederanno la cottura di circa 20 minuti.

In alternativa potete cuocere i filetti di platessa in padella.

Dopo aver sciacquato e tamponato con carta assorbente la platessa, bisognerà scaldare un po’ di olio extravergine d’oliva in una padella. Una volta messi i filetti e fatti cuocere per lato, massimo 5 minuti, si aggiungerà del succo di limone, del sale e delle olive nere tagliate, e si farà cuocere per altri 5 minuti con coperchio. In ultimo si aggiungerà del prezzemolo tritato e si porterà in tavola.

Come conservare la platessa

La platessa è uno dei pesci più delicati ed è preferibile quindi consumarla quanto prima.

E’ possibile comunque conservarla per 1-2 giorni, dopo averla eviscerata e sciacquata accuratamente con acqua corrente, richiudendola in sacchetti o contenitori per alimenti in frigorifero.

Se si è certi della sua freschezza allora la si potrà anche congelare, fino ad un massimo di 3 mesi, richiusa sempre in sacchetti o contenitori alimentari.

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