Come scegliere il melone

Come scegliere il melone

La scelta della frutta non è sempre semplice e ci sono tante variabili da prendere in considerazione per riuscire a portare a casa un prodotto maturo al punto giusto e gustoso; la situazione si complica quando la parte edibile è completamente “nascosta” alla vista, e quindi dobbiamo fare affidamento ad alcune tecniche per non restare a bocca asciutta (o, per meglio dire, mangiare qualcosa dal sapore indefinito o ancor peggio). Insomma, è il momento di imparare come scegliere il melone, uno dei frutti estivi per eccellenza e alimento ideale per avere sollievo e frescura nella stagione calda.

Come scegliere il melone giallo

Se siamo intenzionati ad acquistare un melone giallo o un cantalupo, dobbiamo imparare a mettere in funzione tutti i nostri sensi per riuscire a percepire il suo livello di maturazione (che determina la qualità della sua polpa).

  • Vista

Il primo esame è quello visivo: il melone giallo si divide in tante varietà, ma in linea di massima la buccia deve presentarsi omogenea e integra, senza ammaccature visibili né tagli.

Nel caso del melone retato, la buccia deve essere regolarmente rigata o ruvida, ma non sembrare troppo molle (segno di un livello di maturazione eccessiva) né troppo verde (al contrario, ancora troppo acerbo); anche il melone cantalupo deve avere una buccia ruvida e rigata, ma in questo caso dobbiamo osservare la screpolatura nelle vicinanze del peduncolo, ricordando che più grinze ci sono, più buono sarà il frutto.

Importante controllare anche il colore della buccia (che pure varia a seconda della tipologia): in generale, dovrebbe essere di una tinta omogenea e brillante, e sarebbe importante notare la presenza di una zona di colore più “spento” e più rugosa, perché indica il punto in cui il melone è stato poggiato a terra in fase di maturazione, ed è quindi segno di un processo naturale (non siamo di fronte a un frutto raccolto in anticipo e non maturato direttamente al sole).

Infine, se un melone a buccia bianca presenta puntini neri affossati significa che la sua maturazione è troppo avanzata o che non è stato eseguito un suo corretto stoccaggio dopo la raccolta.

  • Olfatto

Anche il nostro “naso” è di grande aiuto nella scelta del melone giusto, anche se non in tutti i casi: il melone cantalupo, così come quello tipicamente invernale a buccia verde scuro, sono infatti sostanzialmente inodore, quindi dobbiamo affidarci agli altri sensi.

Per fare questa prova, dobbiamo concentrarci sull’estremità opposta al peduncolo ed esercitare una lieve pressione con un dito: si sprigionerà il tipico profumo dolce del frutto, che deve essere leggero e non troppo persistente. Se l’odore è pungente, forte e vagamente alcolico, con molta probabilità infatti il melone è troppo maturo.

  • Udito

Sì, per scegliere un melone serve usare anche le nostre orecchie! Uno dei metodi più comuni per capire se il frutto è pienamente maturo è infatti quello di colpire la sua superficie con le nocche della mano per ascoltare il suo rimbombo: se la risposta è un suono sordo, il melone è maturo, mentre se sentiremo un suono vuoto, il frutto non è ancora pronto per essere mangiato.

  • Tatto

È il momento di tastare il melone per le ultime prove, quelle definitive, che dovrebbero convincerci definitivamente della sua bontà “a occhi chiusi”.

Innanzitutto prestiamo attenzione al picciolo, che deve essere presente e staccarsi in modo netto, senza opporre eccessiva resistenza ma neppure essere troppo cedevole; la sua impronta deve essere verde chiaro brillante.

Se il peduncolo è già secco, forse è meglio evitare quel melone perché probabilmente è stato raccolto da troppo tempo e quindi è già in surmaturazione. Al contrario, un peduncolo troppo tenacemente attaccato è indice di una maturazione non ancora perfetta: possiamo acquistare il frutto, ma prima di consumarlo è opportuno lasciarlo fuori dal frigo per alcuni giorni, al riparo dalla luce diretta

Sempre in tema tatto, possiamo premere leggermente con un dito la superficie della buccia del melone: se è resistente e oppone un leggero ritorno elastico, significa che il frutto ha avuto una corretta incamerazione di acqua durante la maturazione. Se invece resta l’impronta e la buccia è cedevole, la polpa interna sarà eccessivamente matura.

I trucchi per riconoscere un buon melone

Oltre a queste tecniche che coinvolgono i nostri sensi (fino ad arrivare ovviamente al momento finale, quello dell’assaggio, che dovrebbe essere il trionfo del gusto), c’è un altro “segreto” per riconoscere rapidamente la bontà di un melone ed è quello di controllare il suo peso.

A parità di misure e volume, bisogna cioè preferire un melone più pesante: significa che nel processo di maturazione ha avuto modo di incamerare più acqua, e quindi con ogni probabilità sarà migliore, più succoso e più saporito.

Come scegliere un’anguria

Queste stesse tecniche in realtà possono essere applicate anche alla scelta dell’anguria, frutto che presenta molte affinità con il melone (non a caso, in tante zone di Italia è chiamato anche “melone rosso” o “melone d’acqua”).

In questo caso, per riconoscere se il cocomero è maturo dobbiamo innanzitutto prestare attenzione al suono: se la polpa scricchiola quando la comprimiamo e se la buccia, colpita con le dita, emette un suono sordo, il frutto è buono.

All’esterno, la buccia deve apparire intera, senza fessure, tagli o alterazioni: una eventuale macchia più chiara indica la parte rimasta a terra durante la crescita (come già spiegato per i meloni).

Un altro trucco per capire se l’anguria è pronta al consumo è verificare la presenza di setole sul peduncolo e resti del fiore, che indicano una scarsa maturazione, mentre una buccia che vira al giallo è indice di un cocomero troppo maturo, la cui polpa sarà con ogni probabilità poco compatta e tendente a sgranarsi, con presenza di tanti filamenti.

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