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Alloro

Alloro

L’alloro è una delle piante più apprezzate e impiegate fin dall’antichità grazie alle sue caratteristiche, anche estetiche, e alle sue proprietà benefiche, trovando applicazione in cucina, soprattutto come spezia aromatica, come rimedio naturale o come semplice pianta ornamentale.

Le caratteristiche dell’alloro

Si tratta di una pianta sempreverde e officinale molto diffusa anche in Italia, di arbusto a carattere cespuglioso che nasce e cresce in modo spontaneo nelle zone mediterranee; appartiene alla famiglia delle Lauraceae e il suo nome scientifico è Laurus nobilis. La corteccia dell’alloro è di colore verde scuro, tendente al nerastro, le foglie sono aromatiche e di una tonalità molto intensa di verde scuro, ed emanano un profumo percettibile e tipico anche a distanza; i fiori spuntano in primavera e sono di colore giallo chiaro e si trovano anche le bacche, di piccole dimensioni e dal colore scuro, che sono molto sfruttate in ambito terapeutico per il contenuto di olio essenziale, che produce effetti benefici.

Le proprietà dell’alloro

Sia le foglie di alloro che le bacche risultano commestibili e racchiudono molte proprietà della pianta: in particolare, le bacche sono utilizzate per il trattamento dello stato febbrile perché aumentano la sudorazione e fanno espellere tossine dal corpo, ma possono anche agevolare la digestione e stimolare l’appetito, grazie a proprietà antinfiammatorie e astringenti. Le foglie invece si utilizzano in classici infusi, che possono servire a risolvere situazioni di stanchezza, raffreddore o tosse, mentre fresche sono un concentrato di fibre, proteine e sali minerali, nonché una fonte importante di vitamina C, di vitamina A e di acido folico. Si segnala anche la presenza nelle foglie di alloro di eugenolo e limonene, altri componenti dalle benefiche proprietà antisettiche, antiossidanti e digestive, così come importante è il contenuto di sali minerali, in modo particolare rame, potassio, zinco, ferro e magnesio.

Le controindicazioni dell’alloro

Prima di approfondire gli usi in cucina dell’alloro bisogna fare qualche chiarimento sul consumo di foglie e bacche, che in alcuni casi può dar vita a controindicazioni a cui badare; prima di tutto, però, c’è da sgomberare il campo da dubbi e chiarire che l’alloro non è velenoso, nonostante una sorta di “leggenda metropolitana”. La pianta che viene comunemente utilizzata (come detto il Laurus nobilis) non contiene alcun veleno, mentre invece esiste una tipologia tossica, l’Alloro Lauroceraso, che però non ha la stessa diffusione né lo stesso impiego. Comunque, gli esperti ricordano che un consumo eccessivo di foglie di alloro potrebbe causare effetti sgradevoli come vomito, nausea o episodi di sonnolenza, per cui suggeriscono di limitare l’uso in gravidanza (consultando un medico prima di procedere) e di non farle assumere a bambini di età inferiore ai sei anni.

Come usare l’alloro in cucina

Come noto, l’alloro in cucina trova immediata applicazione per dare un tocco di sapore aromatico e caratteristico a diversi piatti: le foglie di questa erba aromatica si adattano a condire pesci, carne e verdure, come fagiolini, patate, cipolle, zucca, carote e sedano, mentre aggiunte ai legumi in cottura rivelano un’utilità ulteriore, perché li rendono sia più gustosi che più digeribili, allontanando il rischio di gonfiori addominali. In genere, le foglie di alloro secche si usano per insaporire pietanze che necessitano di una cottura lunga, e in particolare varie tipologie di zuppe, brodi e piatti a base di carne, ma è bene ricordare che non bisogna mangiare le foglie utilizzate, ma rimuoverle dopo la cottura.

L’alloro è comunque un ingrediente universale in cucina, e in molte regioni viene impiegato come base di piatti tipici o di liquori, attraverso l’infusione delle foglie o delle bacche.

Curiosità sull’alloro

Impossibile non citare la corona di alloro, che ha origini molto antiche e rimanda alla Roma classica: proprio a quell’epoca, infatti, era tradizione apporre sul capo di chi tornava vittorioso dalle guerre (o anche dei poeti) una corona circolare costituita da foglie di alloro, simbolo di onorificenza conquistata sul campo. Questa tradizione è proseguita fino a oggi, sia in termini pratici che nel lessico: la parola laurea deriva proprio dal laurus (inteso anche in senso figurato come vittoria e trionfo), così come si pone una corona di alloro sul capo di chi ha concluso felicemente il proprio percorso di studi.

Per molto tempo, inoltre, l’alloro è stato usato come rimedio contro la peste, mentre con un suo derivato, l’oleolito di alloro, si prepara il sapone di Aleppo, tipico della Siria e molto utilizzato in cosmetica.


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