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Come cucinare la soia

La soia è legume proveniente dall’ Oriente, coltivata da millenni e diffusasi in Occidente, in tempi relativamente più recenti. Negli ultimi anni, assistiamo ad un vero e proprio boom del  consumo di questo legume, soprattutto, in concomitanza di scelte alimentari, dove si consuma poca carne e latte  o non se  ne consuma affatto. Per questa ragione, si prediligono alternative vegetali che  siano altamente proteiche, per sopperirne alla carenza. Oltretutto, la  soia è buonissima  ed ha molte proprietà benefiche per l’ organismo, a patto che si scelga soia (e  derivati) di coltivazione biologica non ogm.

Come cucinare la soia

In commercio possiamo trovare diverse tipologie  di soia. Possiamo ad esempio trovare il legume tal quale; la soia gialla e la soia nera, e il fagiolo mungo (chiamata anche soia verde). La soia venduta come legume, si può trovare sia secca che precotta.Inoltre in commercio è possibile trovare anche la  soia in baccello, la farina di soia, la  soia in fiocchi  e reidratata. Dalla soia  si  ricava anche l’ olio ed il latte di soia, un latte vegetale, perfetto per gli intolleranti al latte vaccino e per l’ alimentazione  dei vegani.

La soia in chicchi

La  soia in chicchi, proprio come gli altri legumi, prima  di essere cucinata, necessita di ammollo in acqua fredda, preferibilmente tutta la notte e  con l’ aggiunta di un cucchiaino di bicarbonato, per ammorbidirla. L’ indomani, l’ acqua dovrà essere gettata via e per cucinarla, utilizzeremo dell’ acqua pulita. I fagioli di soia, vanno cucinati per almeno 2 ore, affinchè vengano morbidi. Dopo la cottura, la  soia è pronta per la preparazione del piatto finale. Le ricette con la soia sono tantissime, potrete scegliere ad esempio di aggiungerla in insalate e minestre, potrete abbinarla alle verdure, o ancora preparare polpette, burger e crocchette  vegetali.

La soia gialla

La  soia gialla, possiamo trovarla sia  secca che precotta. Se prendete la  soia secca, anche in questo caso avrà bisogno di essere messa in ammollo, in acqua  e bicarbonato per 36 ore . L’ acqua di ammollo, dovrà essere cambiata di tanto in tanto. Dopo l’ ammollo, la  soia gialla va sciacquata nuovamente  e cotta in acqua pulita  e  sale, per almeno 2 ore, per ammorbidirsi. Una volta cotta (o se  avete acquistato quella precotta), potrete destinarla   a svariate  ricette. Ad esempio, potreste condirla  e frullarla, per un preparare un delizioso purè, oppure abbinarla alla pasta, alle verdure o per arricchire delle insalate fredde.

Come fare le polpette di soia

Le polpette di soia, così come gli hamburger e le crocchette, sono un secondo piatto davvero sfizioso, molto amato dai vegetariani e non solo. Per preparale, vi basterà lavare, pulire e tagliare a pezzetti delle verdure miste, che poi andrete a lessare. Schiacciate dunque la  soia precotta e le verdure, aggiungete spezie  ed erbe aromatiche a piacere e frullate il tutto. Per rendere il composto più sodo e  lavorabile, si può aggiungere del pangrattato. Formate  dunque  delle polpette  e passatele nel pangrattato. A questo punto potrete friggerle in abbondante olio, oppure cuocerle in forno,  a 200° per circa 20 minuti, dopo averle  condite con un filo d’ olio.

I germogli di soia

I germogli della  soia, sono un alimento, molto amato soprattutto nella  cucina orientale. Essi si presentano come  dei filamenti bianchi con una infiorescenza sulla punta. Questi germogli, oltre  ad essere estremamente nutrienti, hanno un sapore molto delicato, ma dalla  consistenza  sfiziosa, in quanto sono molto croccanti. Possiamo acquistarli precotti, in barattolo, oppure freschi. In entrambe i casi, dopo una breve cottura, potremo utilizzarli per arricchire delle insalatone, oppure per destinarli  a ricette dal tocco orientale, ad esempio in aggiunta al pollo o per preparare degli sfiziosi involtini primavera.

Il tofu

Il tofu è  sicuramente da annoverarsi tra gli alimenti più apprezzati ed utilizzati da vegetariani e vegani. Il tofu è una sorta di formaggio vegetale che si ricava dalla cagliata del latte di soia. In commercio possiamo trovare il  tofu fresco e  quello stagionato, entrambi utilizzati, tagliato a tocchetti, per arricchire insalate e minestre. Molti, optano anche  una variante più  golosa, ovvero la frittura. Il tofu fritto, può essere servito  come  antipasto goloso, ma  anche come  secondo piatto, magari in abbinamento ad un contorno di verdure. Il tofu può essere mangiato anche  cotto al forno, o  come ingrediente per la preparazione  di  sfiziose polpettine.

La  soia intera (edamame)

La  soia intera edamame (da “eda” ovvero, rami e “mame”, che  significa chicchi), altro non è che la  soia acerba, non privata dei suoi baccelli. Questa tipologia  di soia, non è ancora molto utilizzata da noi, ma nella cucina orientale è praticamente immancabile. Essa può essere sgranocchiata come  snack, al pari di altri spuntini, oppure lessata o cotta  al vapore, per arricchire varie pietanze, quali zuppe, minestre ed insalate miste. Questi baccelli, dal colore verde brillante, possono essere acquistati freschi, oppure, se non riuscite  a trovarli, si vendono anche  surgelati. Una volta lessati (o cotti al vapore), i baccelli di soia, possono essere serviti sia caldi che freddi, sia al naturale, che  conditi, magari con sale, olio e  spezie, oppure, se preferite un tocco più orientale, conditeli con la salsa di soia. L’ importante è non far cuocere troppo i baccelli, ma  soltanto per pochi minuti, affinchè  conservino la  sfiziosa croccantezza che li contraddistingue.

La soia disidratata

La soia disidratata è una variante di soia che possiamo acquistare, molto utile da tenere in dispensa. Possiamo trovarla in fiocchi, granulato o in tocchetti e una volta reidratata, possiamo cucinarci polpette, lo spezzatino, gli hamburger di soia e perfino preparare il ragù di soiaovvero, uno dei piatti, più amati dai vegetariani. Come accennato, indipendentemente dalla ricetta finale, la soia disidratata, deve essere prima reidratata. Quindi la sciacqueremo prima e poi la lasceremo cuocere per una ventina di minuti in acqua salata o brodo. Quando la  soia sarà morbida, si lascia in un colino a raffreddarsi  ed a  sgocciolare. Ad ogni modo, prima  di utilizzarla, è buona  norma  strizzarla, per privarla dell’ acqua in eccesso.

La farina di soia

La farina di soia è un prodotto che proviene dalla macinazione e lavorazione dei semi di soia. Si tratta di un prodotto gluten free, pertanto, anche i celiaci posso consumarla. Anche questo prodotto è molto versatile e può essere impiegato per prepararvi pane, dolci, biscotti, focacce e pasta. Per utilizzarla, soprattutto se non siamo abituati al suo odore  e sapore intenso, è preferibile miscelarla insieme  ad altre farine, soprattutto se intendete preparare un dolce, considerate che è preferibile usare una parte di farina  di soia ogni tre parti  di farina  di frumento, oltretutto, questa farina ha dei tempi di cottura più rapidi, pertanto se non vi aggradano i dolci dall’ aspetto brunastro, diminuite i tempi di cottura o la temperatura del forno.

 

Derivati della  soia

Come accennato, dalla macinazione dei semi di soia, si possono ottenere vari prodotti derivati, come  la farina di soia ed il tofu. In realtà, tra i derivati della  soia più utilizzati, troviamo senza dubbio il latte di soia, una bevanda, ampiamente utilizzata in sostituzione del latte vaccino, dai vegani e dagli intolleranti al lattosio. E’ possibile utilizzare questo latte vegetale, per preparare un semplice cappuccino, oppure per impiegarlo nelle ricette di dolci vari. Dai semi di soia viene inoltre estratto l’olio di soia, usato sia in ambito cosmetico, che in cucina, soprattutto per sfruttarne l’ elevato contenuto di omega 6, ma si sconsiglia la cottura di questo olio, in quanto ad elevate temperature, può essere rischioso per la  salute.  Infine abbiamo anche la lecitina di soia, utilizzata  soprattutto in ambito industriale  come esaltatore ed  emulsionante.

 Conservazione della soia

La soia si conserva diversamente in base alla tipologia. Possiamo conservare la soia essiccata e  quella  disidratata, dopo aver aperto la  confezione, in dispensa, entro la data di scadenza. Se dobbiamo conservare della  farina di soia già aperta, allora  dovremo trasferirla  in frigorifero e utilizzarla il prima possibile. Il latte di soia, proprio come  quello vaccino è estremamente deperibile, pertanto, una volta  aperta la  confezione, va conservato in frigo e deve essere utilizzato nel giro di 3-4 giorni. La  salsa  di  soia, una volta  aperta, va conservata preferibilmente in frigorifero o in un luogo fresco e buio, per 2-3 settimane  al massimo.

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