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Come fare la pasta risottata

Hai mai assaggiato la pasta risottata? Un buon piatto di pasta ma cotto come un risotto. Tante le ricette per sperimentarsi ai fornelli. Quali le differenze? Questa speciale cottura permette di ottenere risultati migliori nel dialogo tra la pasta e il condimento, per un gusto ancora più ricco e intenso. Scopriamo insieme come fare la pasta risottata.

Una pasta come il risotto

Pasta tostata e cotta con tutti gli ingredienti, proprio come un risotto. Un’idea per un pranzo speciale che arricchisce di sapore il primo piatto. Senza sottovalutare il vantaggio dato da una cucina che utilizza meno utensili (quindi sporca meno) e che si caratterizza anche per una maggiore rapidità. E ogni tanto pulizia post e velocità sono aspetti da non sottovalutare, visto che il risultato è davvero da promuovere a pieni voti.

Proviamo a cucinare

Le ricette per la pasta risottata sono tante, molto può fare la vostra fantasia. Qui di seguito solo qualche idea per un pranzo veloce e saporito. Cosa serve? Per quattro persone è importante dotarsi di: 320 grammi di pasta corta, 1 litro di acqua, 100 gr di pancetta, 200 grammi di formaggio fresco stile Philadeplhia, 50 grammi di parmigiano, 1 bustina di zafferano e delle giuste dosi di sale, pepe e olio. Quanto tempo serve? Circa mezz’ora: dieci minuti per preparare il tutto e 20 per la cottura.

La pasta risottata passo per passo

A questo punto, una volta messi da parte tutti gli ingredienti, non resta che procedere con la preparazione della nostra pasta risottata. Partiamo dalla pancetta, da tagliare a cubetti e lasciar saltare in una wok ampia insieme a un filo d’olio. E’ la base della nostra preparazione. A questo punto è importante tostare la pasta, aggiungendola alla pancetta e ricoprendo il tuto con il litro d’acqua. Un po’ di sale e un po’ di pepe e ricoprite il tutto con il coperchio per dare il via alla cottura. Quando l’acqua inizia a bollire, spostate il coperchio e girate la pasta fino a quando non terminerà la sua cottura. Ricordatevi di tenere sempre sotto controllo il livello dell’acqua, nel caso in cui si asciugasse troppo rapidamente potete anche aggiungerla durante la cotture per evitare bruciature. Intanto, in una ciotola lavorate alla preparazione del sugo. Fate amalgamare il formaggio Philadelphia con metà del parmigiano e lo zafferano. Per aiutarvi ad ammorbidire il tutto è molto utile l’aggiunta di un mestolo di acqua di cottura. Un piccolo trucco che semplificherà molto la procedura. Mescolare, mescolare, mescolare fino a trasformare i diversi ingredienti in una morbida e soffice crema. Una volta cotta la pasta, aggiungete pure la crema di Philadelphia e zafferano che avete appena realizzato. Siamo proprio alle battute finale, la nostra pasta è quasi pronta per essere portata in tavola e gustata. Manca solo un minuto di riposto a fuoco spento, dopo averla fatta saltare in con la crema e la pancetta. A questo punto non resta che sottoporre il nuovo piatto al giudizio dei nostri commensali.

La strada migliore per incontrare il gusto

Anche gli chef amano questa modalità di cottura, capace di realizzare una migliore fusione con il condimento prescelto rispetto a un normale piatto di pasta. Tra l’altro il procedimento che viene seguito per realizzare questo piatto ha anche degli importanti vantaggi. Per esempio, permette, rispetto alla cottura tradizionale, di trattenere l’amido naturalmente contenuto nella pasta e, come visto, favorisce il legame tra la pasta stessa e il condimento, dando vita a primo piatto dalla perfetta consistenza morbida e cremosa. Un aspetto da non sottovalutare, però, è che proprio come durante la cottura del risotto, questa cottura richiede un monitoraggio costante. E’ fondamentale assicurarsi che non si asciughi mai la pasta e che non si attacchi al fondo della pentola. Il rischio è quello di dover gettare via tutto, pentola compresa! Questo si traduce facilmente in tempi di cottura un po’ più lunghi rispetto alla tradizionale cottura per ebollizione e qualche attenzione in più, ma il risultato ne varrà davvero la pena. Altra cosa da non sottovalutare, poi, è che questa tipologia di cottura si sposa benissimo con tutti i tipi di condimento e permette di spaziare e giocare con la cucina a tutto tondo.

Perché pasta e condimento legano meglio?

A rendere speciale il legame che si crea con questa cottura tra pasta e condimento è il procedimento stesso che grazie alla cottura lenta permetta all’amido rilasciato di legarsi al meglio al sugo, dando vita a una crema naturale molto piacevole. Un effetto che molto spesso in cucina ricerchiamo con l’aggiunta di elementi di certo molto più grassi, come il burro o l’olio. Per chi proprio non riuscisse ad aspettare tempi troppo lunghi c’è un piccolo segreto. Anche se la cottura ideale parte proprio dalla padella, una piccola scorciatoia consente di sbollentare la pasta in acqua bollente per un paio di minuti e poi terminare la cottura in padella o wok con il sugo.

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